La tv: qui la donna è considerata a tutti gli effetti un essere inferiore: viene delegata a incarichi d'importanza minima, come per esempio informare dei programmi della giornata; ed è costretta a farlo in modo mostruoso, cioè con femminilità. Pier Paolo Pasolini
> COSI' SONO DIVENTATA VITTIMA DELLO STALKING DI CIARRAPICO (Lorenzo Salvia, Corriere della Sera)
In ordine sparso e lasciando perdere le espressioni più pesanti: "gallina", "telepitonessa d'antan", "telebefana", "cubista", "esperta in filo interdentale", "esperta di ginocchiere". Quasi ogni giorno, sempre in prima pagina. Da quattro anni. Alla fine Manuela non ce l'ha fatta più: ha chiesto aiuto al suo avvocato e ha portato a galla il primo caso di stalking a mezzo stampa.
> UNA CRISI DI REGIME (Stefano Rodota', La Repubblica)
Oggi la politica dell'opposizione deve essere tutta politica "costituzionale". Dopo tante ricerche di identità inventate o costruite per escludere, sarebbe un buon segno se la comune identità costituzionale venisse assunta come la leva per cercare di uscire da una crisi che, altrimenti, davvero ci porterebbe, in modo sempre meno strisciante, ad un cambiamento di regime.
> EMMA SOLA AL CONFRONTO TV: MI DISPIACE, POLVERINI SCORTESE ( Mauro Evengelisti, Il Messaggero)
"Mi spiace che Renata non ci sia. Lo trovo un atto abbastanza particolare ma a causa di impegni non ha potuto partecipare. Hanno occupato l'occupabile, tg e radio. Lo trovo scortese e irrispettoso. La Polverini pensa che questi spazi alle 9.30 della mattina non siano abbastanza utili. Io crdo invece che parlare alle 9.30 sia un dato importante. Solo i potenti non hanno bisogno di regole".
> ALLE URNE IL 62 PER CENTO. AL-MALIKI IN VANTAGGIO (Roberto Bongiorni, Il Sole 24 Ore)
Solo alla fine del mese si sapranno i risultati defitivi delle elezioni che si sono tenute domenica in Iraq. Allora sapremo chi saranno i nuovi 325 visto deputati del parlamento. Se le donne avranno superato la quota del 25% loro riservata. La campagna elettorale ha infatti visto una forte partecipazione delle donne.
> SAVE THE CHILDREN: OGNI MINUTO 1 DONNA MUORE PER GRAVIDANZA O PARTO (Lab Il Socialista)
Eppure garantire la salute delle donne, oltre a rispondere ad un principio di parità ed equità, dovrebbe costituire una priorità sociale e politica perché, soprattutto nei paesi a basso reddito, la donna rappresenta il perno dello svilupppo e del benessere della comunità.
> KARZAI VENDE ALL'OCCIDENTE I DIRITTI DELLE DONNE AFGHANE IN CAMBIO DI GUADAGNI POLITICI
Testimonianza di Mehmooda, esponente RAWA traduzione a cura del CISDA
Otto anni fa il governo USA e i suoi alleati riuscirono a legittimare con successo l’invasione militare in Afghanistan, e a deludere così sia il popolo statunitense che il mondo intero sventolando bandiere che inneggiavano a “liberazione delle donne afgane”, “democrazia” e “guerra al terrorismo”.
> APPELLO PER LA LIBERTA' E L'UGUAGLIANZA DI GENERE IN IRAN Inviato da Sabri Najafi www.irangenderequality.com Noi, un gruppo di femministe e attiviste dei diritti delle donne in Iran Per mettere fine alla violenza, alla repressione e per ottenere il rilascio immediato di tutte le attiviste arrestate, chiediamo alle associazioni, alle organizzazioni per i diritti delle donne e alle femministe di tutto il mondo di mostrare la loro solidarietà con la lotta delle donne iraniane, organizzando iniziative in occasione dell’8 marzo 2010 con lo slogan “libertà e uguaglianza di genere in Iran” in segno di supporto con le donne iraniane. » Leggi tutto
> A SPESE DELLE DONNE AFGHANE di Sahar Saba*
I tentativi degli statunitensi di scendere a patti con i taleban non hanno né sorpreso né sconvolto le donne afghane. Le donne afghane non sono ingenue come le donne progressiste in giro per il mondo, oggi profondamente frustrate da questo tradimento statunitense. Le donne progressiste avevano riposto le loro speranze negli Usa, che promisero che si sarebbero sbarazzati dei taleban. » Leggi tutto
> UN RICORDO di Attilio Doni
Mi è capitato di leggere, su una rivista, il racconto dell'attrice Charlize Theron, di ciò che era accaduto nella sua famiglia quando lei aveva solo quindici anni. Il padre si ubriacava e picchiava la madre. Un giorno madre e figlia si rinchiusero in una stanza e lui cominciò a tempestare di pugni la porta, minacciando di uccidere entrambe con un fucile da caccia. La madre prese una rivoltella, lo affrontò e lo uccise. » Leggi tutto
> DOSSIER DEL COORDINAMENTO DEI CENTRI ANTIVIOLENZA DELL'EMILIA-ROMAGNA
Quest’anno i centri antiviolenza hanno accolto e sostenuto in percorsi di uscita dalla violenza e dal maltrattamento più di 2.897 donne con o senza minori. Negli ultimi anni si verifica una costante crescita delle richieste d’aiuto, anche per la rilevanza sempre maggiore che il tema della violenza ha acquisito sui mass media, inducendo molte più donne che in passato a rompere il silenzio sulla loro condizione. » Leggi tutto
> FEMMINICIDIO IN ITALIA: I DATI DEL 2009 a cura della Casa delle donne di Bologna
Bologna, 8 marzo 2010 - Anche quest’anno la Casa delle donne per non subire violenza di Bologna celebra l’8 marzo pubblicando i primi dati relativi alla ricerca condotta ormai da 5 anni sul femminicidio in Italia. La ricerca condotta da un gruppo di volontarie della Casa delle donne raccoglie e analizza tutti i casi di donne uccise riportati dalla stampa, riconducibili alla violenza di genere. » Leggi tutto
> MALALAI JOYA: RITIRATE LE TRUPPE DALL'AFGHANISTAN Malalai Joya, ospite a Bologna delle Donne in nero, chiede a tutte e tutti coloro che hanno a cuore la pace ma anche le sorti della popolazione afgana, di fare appello ai propri governi perché ritirino le truppe infatti dopo più di otto anni di occupazione nulla di quello che hanno promesso è stato raggiunto, anzi la popolazione civile è quella che più ha sofferto e soffre. » Leggi tutto
La pubblicità vende sogni, non rappresenta il mondo così com’è. Ma se i sogni sono troppo lontani dalla realtà, può accadere che qualcuno si offenda, stia male, provi rabbia o indignazione.
> RAPPORTO 2010 HUMAN RIGHTS WATCH SULL'AFGHANISTAN
Il 2009 è stato un altro anno segnato dalla crescente violenza, dalla mancanza di sicurezza e dal continuo diffondersi del conflitto armato. Gli attacchi degli insorgenti sono aumentati, causando la morte di un alto numero di civili. La seconda metà dell’anno è stata contrassegnata dalle elezioni presidenziali e provinciali, nell’agosto del 2009, con livelli elevati di violenza e intimidazioni, soprattutto da parte dei taleban e di altri gruppi di insorgenti.
Nairobi, 19 gennaio 2010 (IRIN) – L'Afghanistan è uno dei luoghi più rischiosi al mondo per le donne in gravidanza o partorienti. Ad esempio, una donna afghana ha 225 possibilità in più di morire di parto rispetto ad una donna inglese. Difficilmente si trova una famiglia in Afghanistan che non abbia vissuto una tragica esperienza legata al parto.