Forse siamo abbastanza forti e mature per chiedere per tutti un uso più saggio del carcere preventivo. Trent'anni fa, quando ci siamo battute perchè la violenza sessuale fosse considerato un reato contro la persona e non, come prevedeva la legge di allora, contro la morale, sostenevamo che non era l'entità della pena che ci interessava. Piuttosto l'affermazione di un valore, quello dell'inviolabilità del nostro corpo. E quindi della nostra psiche, della nostra anima.
Quello che cercano tante ragazze che soffrono di disturbi alimentari, è uno sguardo capace di rassicurarle sul proprio valore e sulla propria importanza. Non è solo, e banalmente, una questione di "peso", di "bellezza" e di "magrezza". E' una questione di riconoscimento e di senso della vita.
E' la sfida del Vaticano dinanzi alle responsabilità della Chiesa per gli scandali di pedofilia. Confrontarsi con le vittime e riformare l'atteggiamento delle gerarchie ecclesiastiche rispetto a decenni (e secoli) di abusi. » Leggi tutto
Si chiama "Vestiamo la libertà" ed è un laboratorio di sartoria sociale in un bene confiscato alle mafie di Castel Volturno, per ragazze vittime di tratta, in prevalenza africane, inserite in percorsi di recupero. Il progetto è dell'associazione Jerry Maslo.
E' una donna ferita Paula, una donna che ha sofferto terribilmente e che per tanti, troppi anni, ha sopportato in silenzio le umiliazioni familiari, prima del padre misogino, poi del marito violento e criminale. Una donna e una sotria simile a tante altre, eppure capace come poche di dare forma ai suoi pensieri, ai sui gesti, alle sue paure.
Chi sarà quell’uomo pio che in viso ormai mi guarderà? Sono il matricida!” (Euripide, Elettra, vv.1194-1197)
L’unica esperienza realmente universale e necessaria, al di qua e al di là di ogni contingenza storica e sociale, l’unica che forse accomuni tutti gli esseri umani senza esclusioni è quella di nascere, figlia o figlio, da una donna. Per noi uomini questo dato assume poi un senso assolutamente particolare, perché significa venire alla luce da qualcuno di un generediverso dal nostro: “la prima situazione relazionale è dunque molto diversa per il maschio e per la femmina. E per questo costruiscono la loro relazione con l’altro in modo molto differente” (1). » Leggi tutto
di Loredana Lipperini, Lipperatura 3 febbraio 2012
Inverno 2012. La Cassazione stabilisce che per lo stupro di gruppo non c’è obbligo di custodia in carcere. Inverno 1988. Una trasmissione popolarissima manda in onda in prima serata questo video. 1973. Franca Rame. Per Quotidiano Donna, a seguire:
Al centro dello spazio scenico vuoto, una sedia. PROLOGO » Leggi tutto
Preliminare ad un discorso sull’identità maschile è un discorso sulla differenza sessuale, sul fatto cioè se esista o meno un essere donna o un essere uomo, se donne o uomini si nasca o si divenga. All’interno della psicoanalisi si sono contrapposte due risposte, la prima afferma che si nasce donna o uomo, la seconda che lo si diventa, sganciandosi da un destino naturale determinato dall’anatomia. » Leggi tutto
Quando mi sono ritrovato papà nel 2008, pensavo di essere un uomo ‘moderno’ con una certa sensibilità sulle questioni di genere. Avevo anche tutta una serie di teorie sulla parità e le possibili complementarietà tra l’uomo e la donna: uno cucina, l’altro lava i piatti; la donna da il latte e l’uomo fa fare il rutto. È solo poco a poco che le mie teorie sono andate in frantumi e che ho potuto squarciare la cortina della mia mascolinità mai messa in questione fino ad allora.
Viviamo circondati da una continua proposta mediatica di modelli di desiderio maschile, in cui sono mostrati sia soggetti che desiderano sia oggetti da desiderare (un presentatore dice a una valletta di voltarsi in modo che lui e il pubblico possano vederle il sedere). Lorella Zanardo e collaboratori, a partire dal progetto Il corpo delle donne, hanno denunciato l’incessante rappresentazione mediatica italiana di un modello relazionale che prevede per la donna il ruolo di giocattolo erotico da baraccone, oggetto a un tempo di desiderio e di sopruso, e che stabilisce per l’uomo il ruolo complementare di chi ha il desiderio, e il potere, di ottenere/mantenere quella posizione della donna. » Leggi tutto
Questa volta la nostra Leggendaria è un doppio fascicolo: nel dorso maggiore, di 68 pagine, trovate un “Tema” davvero straordinario curato da Giovanna Pezzuoli e Nadia Tarantini: “Sensibili guerriere. Racconti di una generazione”. La generazione è quella delle donne più giovani: ne abbiamo interpellato una trentina, lasciando loro ampia libertà di raccontarsi a modo loro, di rappresentare quel “mondo precario” che si trovano a vivere. » Leggi tutto
di Santino Spinelli "Alexian", Il Sole 24 Ore 29 gennaio 2012
La persistente esclusione della popolazione romanì, numericamente consistente come quella belga o greca, è inaccettabile nell'Europa del ventunesimo secolo, basata sui principi dell'uguaglianza, della democrazia, dello Stato di diritto. Trovare soluzuone ai loro problemi va a tutto vantaggio delle società e delle economie europee. » Leggi tutto
Dovrei scrivere sull’identità maschile… ma come faccio a parlarne senza riflettere sulla mia ammesso di averne una definibile discernibile e connotabile? Gli esseri maschili ontologicamente parlando non sono esattamente degli uomini. Gli uomini sono delle strane creature, sono più complessi, cioè essere maschili con in più delle sovrastrutture culturali organizzate in varie forme di potere ma che spesso incomprensibilmente si esprimono come se appartenessero solo ad esseri sessuati facendo coincidere il potere con la propria genitalità. » Leggi tutto
Quando si parla di discriminazioni nei confronti delle persone LGBTI si pensa immediatamente agli uomini quali soggetti discriminanti. Se si sposta l’attenzione sulle discriminazioni da parte dell’autorità costituita, si potrebbe pensare che le istituzioni discriminanti siano concepite nell’immaginario collettivo come maschili e mascolinizzate. In realtà, le istituzioni sono spesso simboleggiate da figure femminili prodotte però, questo sì, invariabilmente da maschi, come tutte le immagini del discorso nazionale e nazionalista. » Leggi tutto
Matteo Villanova, stiamo vivendo un momento storico di crisi dell’identità maschile e del principio di autorità. Da dove viene e come dovremmo affrontarlo?
L'identità maschile si sta evolvendo e dell’autorità non sappiamo che farcene, al più ci interessa rinforzare l'autorevolezza e la reale fiducia nelle Istituzioni e nei Professionisti che le rappresentano, appunto verso la costruzione di una ideale "genitorialità istituzionale" quale riferimento comune condiviso e scontato a cui affidarsi: il principio dell'autorevolezza deriva dalla coerenza (spiegare il perché delle cose e di quanto si fa e soprattutto fare quello che si dice e dire quello che si fa, testimoniando quotidianamente con l'esempio individuale e personale ed in assoluta trasparenza…) di un sistema sociale, e dalla sfida educativa condotta a partire dai primi anni di vita a cura delle Agenzie di formazione primaria (scuola, famiglia, aggregazione, media, social network). » Leggi tutto
Il Teatro Due Roma teatro stabile d’essai torna al lavoro per la III edizione della rassegna Sguardi s-velati: punti di vista al femminile che sarà presentata in apertura della prossima stagione 2012/2013. La manifestazione si è già imposta all’attenzione del pubblico con due edizioni dense di proposte innovative e inedite volte a svelare il mondo attraverso un’identità culturale ‘di genere’: lo sguardo femminile, appunto, velato da un intreccio di influenze storiche, antropologiche, sociali e psicologiche del tutto particolari.