> MASCHILISMO DI STATO, MORTE DELLA DEMOCRAZIA: BERLUSCONI SI DIMETTA

Con questo appello, intendiamo richiamare l’attenzione pubblica sulla spirale negativa innescata dai comportamenti del ceto politico al potere in Italia: dai gesti quotidiani di disvalore verso il genere femminile si sta arrivando ad un attacco di stampo maschilista contro la stessa integrità delle istituzioni democratiche.

In altre parole, si passa da una democrazia incompiuta alla cancellazione stessa della democrazia.

Il Presidente del Consiglio è stato colto, infatti, nell’atto di passare da un utilizzo mercificato di corpi femminili per propri svaghi privati, ma giocati in luoghi destinati a fini pubblici, alla attribuzione diretta di cariche ministeriali e parlamentari (italiane ed europee) elargite come riconoscimento al fascino fisico delle candidate.

Questo comportamento è stato, da ultimo, anche sostenuto da dichiarazioni pubbliche quali “Gli italiani mi vogliono così...Sono sostenuto da un gradimento al 61%...Porto con me le veline (sulla scena del futuro G8) altrimenti ci prendono tutti per gay..”, insomma, potendo, così fan tutti.

Riconoscere che l’ampio consenso di cui gode tuttora Berlusconi vada attribuito in gran parte al fatto di interpretare modi di pensare e di agire patriarcali, radicati nel senso comune di uomini - e purtroppo anche di donne - non deve diventare un alibi per lasciare in ombra il pericolo rappresentato dalla sua permanenza in una delle più alte cariche dello Stato.

Quindi, vogliamo dire all’“utilizzatore finale” di prestazioni femminili che “grandi quantitativi” di italiane e italiani intendono contrastare questo degrado, al medesimo tempo personale e politico - due sfere implicate da sempre, al di là di ogni contrapposizione astratta e funzionale al protagonismo storico del sesso maschile.

E' necessario fermare la pericolosa deriva autoritaria di una società che si presenta incardinata sulla esclusione femminile e sulla disuguaglianza (di sesso, di razza, di condizione) e che sta compiendo il passo fatale: dalla riduzione al potere oligarchico maschile alla completa erosione degli assetti democratici, violando la pari dignità umana di donne e uomini, la libera espressione del pensiero, la libera informazione, la libera competizione nella rappresentanza.

Chiediamo a chi si riconosce in questo appello di dare avvio ad un movimento che, partendo dalla conoscenza dei fatti, elabori in forma partecipata azioni incisive tese ad ottenere, come atto primo indispensabile per il rispetto di elementari principi di democrazia e di civile convivenza fra i sessi, le dimissioni di Berlusconi e dei suoi fidi seguaci dalle cariche pubbliche.
30 giuno 2009

Maria Grazia Campari
Floriana Lipparini
Lea Melandri
 

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Le adesioni al 5 luglio 2009 sono 485

Firme e messaggi

  1. Maria Grazia Campari

  2. Floriana Lipparini

  3. Lea Melandri

  4. Marina Mariani,

  5. Patrizia Quartieri,

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  7. Ileana Alesso,

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  17. Pierpaolo Capponi,

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  81. Martina Loreggian,

  82. Maria Grazia Negrini,

  83. Claudia Abbruscato,

  84. Andrea Bagni,

  85. Alidina Marchettini,

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  87. Serenella Gatti,

  88. Lucilla Mancini,

  89. Franco Balducci,

  90. Paola Bassi,

  91. Stephi Pisano,

  92. John Gilbert,

  93. Margherita Bernardi,

  94. Geni Sardo,

  95. Aldo Ceccoli,

  96. Clotilde Barbarulli,

  97. Raffaella Lamberti,

  98. Elena Cianci,

  99. Maria Rosaria Marella,

  100. Adriana Perrotta Rabissi,

  101. Nina Bassoli,

  102. Daniela Fantini,

  103. Giorgio Vezzoli,

  104. Nicoletta Chizzoli,

  105. Giulia Renieri,

  106. Gabriella Piscitelli,

  107. Adelaide Coletti,

  108. Viviana Esposito,

  109. Antonio Tommasini,

  110. Liana Borghi,

  111. Rita Fiorani,

  112. Alessia Brandoni,

  113. Roberto Torelli,

  114. Irene Lippolis,

  115. Laura Forcella,

  116. Matteo D'Agostini,

  117. Pieranna Pagan,

  118. Costanza Panella

  119. Mariella Scaioli

  120. Do la mia piena e convinta adesione al vostro appello, mi unisco alle vostre parole di buon senso, lucidità e giustizia, in un'Italia irriconoscibile nel degrado che l'attraversa a tutti i livelli. Mi unisco così alla vostra denuncia e al tentativo di lanciare un segnale di costruttività e dignità.
    Cinzia Spaolonzi

  121. Cecè Damiani

  122. Debora Zanola

  123. Eleonora Cirant

  124. Stanzani Maria Luisa

  125. Clara Ferri

  126. Grazia De Benedetti

  127. Lucio Oldani

  128. Giovanni Gennari

  129. Palmi Silvana

  130. Mi unisco alla folla di gente che si sente disgustata dal comportamento di questo signore, e i suoi amici al parlamento e altrove. Berlusconi è l'incarnazione del clima di razzismo e sottomissione delle donne italiane e della loro immagine, non tanto dissimile dalla posizione di inferiorità che le donne vivono in certi regimi illiberali, e/o  "stati religiosi-democratici" (una tale contraddizione in termini!!!). Lui non rappresenta le donne italiane, tanto meno noi ci identifichiamo nelle veline, alcune delle vere nullità mentali e spirituali, diventate anche parlamentari grazie al continuo martellamento dai suoi media, di cui lui ha il monopolio, (non solo i suoi asfissianti superficiali palinsesti, ma anche la Rai e quasi tutta la stampa scritta...vergogna!... e ora tocca ad internet.. vuole imbavagliarci, vuole vincere sempre ed apparire onesto pure!... assomiglia un po' a certi personaggi del mondo della malavita che hanno sempre avuto questa fissazione: comprarsi, in qualche modo, anche la patente di onesto, o di vittima, magari andare in chiesa ed essere assolti dei loro peccati!!! I signori del "noi siamo il governo del fare" in realtà attraverso i mass media hanno bisogno solo di "apparire" "dichiarare di avere fatto" e continuare a scatenare campagne di odio contro l'opposizione o contro chi osi rialzare la testa e cercare di controbattere o avere un'opinione diversa. Ormai una buona fetta della popolazione viene manipolata, condizionata e portata al voto con campagne di stampo orwelliano, dove la parola "onestà" è stata sostituita con "libertà" da circa 20 anni. Molti italiani, e ahimè molte donne,  si sono messi in fila a scodinzolare per ottenere favori o accesso alle sedi dei poteri.. che schifo. Dobbiamo insistere, far capire che l'Italia finirà molto male con la sua svolta anti-democratica che premia solo chi è ricco, chi può evadere, chi può vincere processi con i soldi, o chi ha un bel corpo. Continuiamo a sostenere il ns diritto di esistere come le donne che vogliamo essere noi, non quelle che lui e la sua cricca impongono. Vogliamo gli stessi diritti di cui godono le donne della comunità europea e dei paesi occidentali. Dimettiti Berlusconi e basta con la tua distruzione morale e materiale dell'Italia e la mercificazione delle donne italiane.
    Onoretta Spinelli

  131. Angelo Odone

  132. Condivido la proposta di richiesta di dimissioni di Berlusconi. Mi vergogno di essere rappresentato da questo uomo malato.  Valentino Vitali

  133. Valentina Venditti

  134. Annalisa Murgia

  135. Gabriella Buora

  136. Alba Bonetti

  137. Nadia Magnabosco

  138. Angela Passarello

  139. Paola Pucci

  140. Lucilla Mancini

  141. Aderisco alla vostra proposta. Non posso credere che ci siano uomini così impediti e culturalmente ignoranti. E poi quelle bassezze di uomini che lo spalleggiano solo per tornaconto personale e perchè il dio denaro ha sempre una grande presa sulla loro personalità. Uomini privi di pregio e deboli nel loro costume. Come fanno a dormire sonni tranquilli quando barattano la loro coscienza per falsi idoli? Contiamo sulla forza delle donne! Sonia Scarpante

  142. Sottoscrivo pienamente l'appello, è da molto tempo che mi chiedo dove sia finito il movimento delle/gli "intolleranti" al degrado di ogni istituzione democratica, dove sia finita l'attenzione del movimento femminista alla politica nei suoi luoghi e modi e corpi. Angela Romanin

  143. Carla Ravaioli

  144. Mauro Capecchi

  145. Grazie per l'appello, che vorrei firmare con piacere. Il maschilismo é talmente diffuso nel costume e nella società italiana che finisce per essere accettato anche da tante donne. Senza troppo differenze generazionali, ognuno ha avuto tra i suoi ricordi d'infanzia film con pippo franco, boldi, de sica, pozzetto...- ce ne sono talmente tanti, e talmente popolari!-, con sempre la stessa trama: uomini anzianotti, paffutti, non certo piacenti d'aspetto né grandi acumi (e men che meno raffinati) che si ritrovano tra le braccia una moltitudine di ragazze giovani, belle, e ovviamente disponibili. Questo passava la Tv, tra i varietà con ballerine desnude che facevano la parte dell'oca e presentatori abbottonati, vecchiotti, imbranati al primo passo di danza... 
    Ora questo modo accettato, nella società, nella politica, viene addirittura istituzionalizzato, non è più il commento detto a mezza voce quando passa la ragazza, signora, professoressa, avvocato che sia, purché donna, ma é detto senza nascondersi, perché non c'è paura che suoni fuori luogo. "La ministra non é una cima, ma ha delle gran belle tette" diventa in effetti una verità se si nomina ministro una modella non particolarmente portata al ragionamento politico. Il pericolo pero' è che diventi il modo di far politica, e con questo mi riferisco alla pubblicità dell'Unità l'anno scorso (cui l'unica cosa che si vedeva erano delle giovani natiche appena coperte da una super minigonna.. eh ah, si, c'era nel taschino anche il giornale), alle candidature di giovani dal viso fresco in vari schieramenti... Bene fare un appello quindi e far sapere che non si è ben disposti ad accettare proprio tutto. E spero che fra i firmatari ci siamo tante donne quanto uomini. Cordiali saluti Anna Renieri

  146. Con la presente intendo confermare la mia adesione all'appello 'dimissioni berlusconi' per contrastare l'involgarimento dei costumi sociali e politici agiti da coloro i quali dovrebbero rappresentarci. Era da qualche tempo che attendevo un segno di questo genere. Grazie Paola Cabianca

  147. Barbara Spinelli, Giuristi Democratici, autrice di "Femminicidio"

  148. Giulia Liberati

  149. Anna Passerini

  150. Daniela Adamuccio

  151. Luisa Petrucci,

  152. Annalisa Crociani,

  153. Giuseppina Berio,

  154. Monica Biondi,

  155. Grazia Scuderi,

  156. Sara Scaramelli,

  157. Romano Minardi,

  158. Anna Ghirardelli,

  159. Tiziana Bartolotta,

  160. Angela Villa,

  161. Francesca Pasini,

  162. Stefano Cò,

  163. Anna Maria Mitti,

  164. Silvia Scoppini,

  165. Anna Simone,

  166. Sandra Pezzi,

  167. Carolina Lombardini,

  168. Emanuela Zambotti, 

  169. Tiziana Rambaldi,

  170. Anna Renieri,

  171. Antonella Belpassi,

  172. Beloyana Cerioli,

  173. Angela Romanin,

  174. Stefania Zambardino,

  175. Laura Marcheselli,

  176. Lucia Spadacci,

  177. Stefania Zampiga,

  178. Enrica Fani,

  179. Alessandro Oriani 

  180. Teresa Aronne

  181. Claudia Mattalucci

  182. Pamela Marelli

  183. Flavia Muccini

  184. Chiara Calzolaio

  185. Libere Tutte, Associazione

  186. Alessandra Secco

  187. Carla Grementieri, presidente associazione voceDonna

  188. Maria Pierri

  189. Piera Vismara

  190. Bianca Maria Neri

  191. Aderisco al vostro appello e lo condivido nella piena convinzione dell'importanza di mostrare alla società civile che tanti uomini e donne prendono voce per difendere la dignità propria e del proprio paese. Oliana Facchini

  192. Adele Ferrari

  193. Adriana Lusvarghi,

  194. Adriana Visun,

  195. Adriano Petta

  196. Alba Ferrarini

  197. Alberto Burgio,

  198. Aldo Collica,

  199. Alessandra Allegrini, 

  200. Alessandra Captano

  201. Alessandra Carta,

  202. Alessandra Chiricosta,

  203. Alessandra Valle,

  204. Alessandro Zijno

  205. Alessia De Carli,

  206. Alessia Muroni,

  207. Andrea Ricci,

  208. Angelo Sintini,

  209. Anna Couvert,

  210. Anna Fassi,

  211. Anna Maria Battistini,

  212. Anna Maria Moriggia,

  213. Anna Maria Palo

  214. Anna Miculan,

  215. Anna Montigiani,

  216. Anna Ravagli

  217. Anna Rossi Doria,

  218. Anna De Nardis,

  219. Annalisa Fallacara,  

  220. Annamaria Procenesi,

  221. Antonella Cammardella, 

  222. Antonella Cunico,

  223. Antonella Loconsolo,

  224. Antonella Vignudini,

  225. Antonio Privitera,

  226. Arcangelo Vita,

  227. Arianna Cecconi,

  228. Barbara Borin,

  229. Barbara Domenichini,

  230. Barbara Mazzotti,

  231. Beppe Pavan,

  232. Bice Parodi,

  233. Boris Caralli,

  234. Bruno Calabrese,

  235. Camilla Martinenghi,

  236. Camilla Reuter

  237. Carla Grementieri,

  238. Carla Rolla,

  239. Carla Ravaioli,

  240. Carlo Matassini,

  241. Caterina Di Loreto,

  242. Chiara Arca,

  243. Chiara Calzolaio,

  244. Chiara Ferrante

  245. Chiara Lasala

  246. Chiara Maria Colombari,

  247. Chiara Sarasini,

  248. Chiara Volpato,

  249. Condivido pienamente, chi come noi sostiene le donne che subiscono violenza da parte di uomini e afferma tra l'altro l'importanza di un cambiamento culturale, non può tollerare quello che sta succedendo sotto i nostri occhi. Cinzia Marroccoli

  250. Claudia Bacci,

  251. Claudia Mattalucci,

  252. Claudia Melli,

  253. Aderisco e sottoscrivo l'appello per le dimissioni del Presidente del Consiglio, unendomi a donne e uomini che lottano per una società civile, dove donne e uomini abbiano le stesse opportunità, non più ingabbiati in stereotipi sessisti che questo governo contribuisce a rinnovare e consolidare. Claudia Priano

  254. Concepcion Llorens,

  255. Corinna Armuzzi,

  256. Corinne Voss,

  257. Cristina Agosti,

  258. Cristina Morini

  259. Cristina Pagetti

  260. Cristina Pensa Ferrari,

  261. Cristina Ricci,

  262. Cristina Risposi,

  263. Cristina Salviati,

  264. Daniela Amati,

  265. Daniela Meneghini,

  266. Daniela Pietta,

  267. Daniela Rovere

  268. Daniela Verzaro,

  269. Daniele Barbieri

  270. Daria Pulz,

  271. Debora Picchi,

  272. Delfina Esposito,

  273. Dinora Corsi,

  274. Domenico Ghirardotti,

  275. Donatella Proietti Cerquoni,

  276. Donato Cerbasi,

  277. Edda Billi,

  278. Edda Pando,

  279. Elena Casadei,

  280. Elena Rota,

  281. Elio Rindone

  282. Mi unisco alle voci delle tante donne e uomini che ha già firmato l’appello alle dimissioni di Berlusconi, nella speranza non tanto che venga accolta la proposta e che il nostro Primo Ministro si dimetta (se non si è dimesso finora dubito che possa avere un improvviso rimorso di coscienza e, per il bene del paese, decidere di ritirarsi a vita privata) ma piuttosto nella speranza che questo appello faccia rumore, e che questo rumore risvegli finalmente dall’apatia tutti quegli italiani che finora hanno assistito senza reagire a tutti i siparietti da cabaret del “nano che ride” (così lo chiamano i francesi…) e che decidano di ridare all’Italia la serietà e la dignità che merita. Elisabetta Bonaventura

  283. Elisabetta Natalia,

  284. Emiliana Losma,

  285. Grazie per la speranza. Sono con voi. Emma Baeri

  286. Non possiamo consentire che in tutto il mondo l'immagine delle donne italiane sia quella rappresentata quotidianamente dalla Corte corrotta dell'Imperatore. Enza Talciani

  287. Erminia Emprin,

  288. Ersilia Filippi

  289. Fernanda Goffetti,

  290. Fernanda Minuz,

  291. Fernanda Vigliani,

  292. Fiammetta Vecchi,

  293. Filippo Fatuzzo,

  294. Filomena Laterza,

  295. Franca Ardi,

  296. Franca Pelliccia,

  297. Francesca Castelbarco

  298. Francesca Colombini,

  299. Francesco Amigoni,

  300. Francesco Grasselli,

  301. Fulvio Di Simone,

  302. Gabriella Busso,

  303. Gabriella Frangini,

  304. Gabriella Mattiello,

  305. Gabriella Rossi,

  306. Gabriella Schiavon,

  307. Desidero aderire al Vs. appello per il rispetto delle donne nelle istituzioni e in ogni luogo di lavoro !!! Gabriella Zonno,

  308. Gelsomina Accardo,

  309. Germana Gemignani

  310. Gian Carlo Marchesini,

  311. Gianna Foschi,

  312. Gianna Giunti,

  313. Gianna Manna,

  314. Gigi Calesini,

  315. Gioia Virgilio,

  316. Gioli Vindigni,

  317. Giovanni Capra

  318. Giovanni Papa,

  319. Giulia Ortolan,

  320. Giuliana Gessi,

  321. Giulietta Ruggeri,

  322. Giulio Stocchi,

  323. Giuseppa Rudelli,

  324. Giuseppe Catalani,

  325. Giuseppe Del Zotto,

  326. Giuseppe Zuccon Ghiotto,

  327. Gloria Bocchi,

  328. Aderisco con profonda convinzione al vostro appello. Grazie per averci pensato. Graziella Longoni

  329. Graziella Rumer Mori,

  330. Guglielmo Abbate

  331. Ierina Dabalà,

  332. Ilaria Genovese,

  333. Iole Natoli

  334. Irene Giacobbe,

  335. Isabella Carli,

  336. Jeanine Carteau,

  337. Laura Corradi

  338. Laura D'Incà

  339. Laura Dipaola,

  340. Laura Leopardi

  341. Laura Tonoli,

  342. Laura Zanichelli,

  343. Lella Vultaggio Di Marco

  344. Letizia Bolognesi,

  345. Libera Mazzoleni

  346. Licia Paoli,

  347. Lidia Mendola,

  348. Lilia Mulas

  349. Liliana Barchiesi

  350. Liliana Pelando

  351. Lorena Garzotto

  352. Lorenzo Bernini,

  353. Loretta Meluzzi,

  354. Luca Vetrice

  355. Lucia Ferilli,

  356. Lucia Starace,

  357. Luciana Percovich

  358. Luciano Fantino,

  359. Luciano Piazza,

  360. Luciano Russo

  361. Luisa Pogliana,

  362. Maria Assunta Vecchi,

  363. Maria Carla Baroni,

  364. Maria Cecilia Santarsiero,

  365. Maria Cecilia Zoffoli,

  366. Maria Chiara Arca,

  367. Maria Lucia Genovese,

  368. Maria Luisa Raggio,

  369. Maria Rosaria De Angelis,

  370. Maria Rosario Fulmine,

  371. Maria Cristina Lovat,

  372. Maria Pia Brancadori

  373. M. Teresa De Nardis,

  374. Maddalena Antonini,

  375. Mara Baronti

  376. Mara Giavi,

  377. Marcella Poli,

  378. Margherita Hack

  379. Maria Caterina Cifatte,

  380. Maria Franca Ballocco

  381. Maria G Di Rienzo,

  382. Maria L Grossi,

  383. Maria Laura Massai,

  384. Maria Pia Betti,

  385. Marilena Avvisati,

  386. Marina Danesi

  387. Marina Isemburg

  388. Marinella Perini

  389. Mario Bonica
    Maris Borsetto,

  390. Marisa Fiumanò,

  391. Marta Grezzi

  392. Martina Lanza,

  393. Vivendo all'estero vengo sempre più spesso confrontata con la domanda: "Ma voi italiani perché votate Berlusconi?" Io non l'ho mai votato, capisco bene lo sconcerto all'estero sullo stravolgimento della democrazia in Italia, sono cosciente dello stravolgimento antropologico e culturale a cui è soggetto il Paese da anni. Sicuramente anche le aree a sinistra o progressiste, allora e tuttora, qualora ancora esista al di là di chi ormai è fuori dal parlamento, hanno le proprie responsabilità. Quello che sottoscrivo è un appello che si rivolge soprattutto contro un comportamento lesivo di tutte le garanzie derivanti dalle norme antidiscriminatorie relative al genere operato da un alto rappresentante dello stato italiano ed è rivolto contro il suo operato in tale funzione. Tale questione è per me prevalente su quella morale/comportamentale tout court, visto che la società italiana ha recuperato il peggio di sé nel confronto con il diverso di genere, di etnia, di orientamento sessuale e volendo anche di religione, grazie anche alla deriva politica di questo Paese. Ma questo è appunto un altro capitolo, anche se aspetto basilare- nel contenuto- di questo appello. Maurella Carbone

  394. Aderisco senzaltro all'appello per le dimissioni di Berlusconi. Rappresenta un Italia che c'è sempre stata ma che oggi rialza la testa più arrogante. Facciamo sentire che esiste un'altra Italia. Maurizio Aliffi

  395. Maurizio Maniscalco,

  396. Mauro Borromeo

  397. Mauro Sorrentino,

  398. Michela Balocchi

  399. Michela Basile,

  400. Mino Dentizzi,

  401. Miranda Ragazzoni,

  402. Mirco Bressanelli,

  403. Mirella Satanassi,

  404. Miriam Pertegato,

  405. Monica Di Bernardo,

  406. Nella Toscano,

  407. Nicole Torrente,

  408. Nino Lisi,

  409. Nora Haydée Rodriguez,

  410. Oscar Mancini,

  411. Paola Bellini,

  412. Paola Bini,

  413. Paola Canarutto,

  414. Paola Ferrero,

  415. Paola Fronzoni

  416. Paola Guazzo

  417. Paola Redaelli

  418. Paola Russo

  419. Paolo Bignami

  420. Paolo Buffoni,

  421. Paolo Crocchiolo,

  422. Paolo Rabissi,

  423. Patrizia Caporossi,

  424. Patrizia Carroli,

  425. Patrizia Diamante,

  426. Patrizia Gubellini,

  427. Patrizia Violi   

  428. Piera Redaelli,

  429. Piera Stefanini,

  430. Pina Mandolfo,

  431. Pina Piccolo,

  432. Raffaella Scala

  433. Raniero Bittanti,

  434. Rinaldo Marcellino,

  435. Roberta Ribali,

  436. Roberta Sulas,

  437. Roberto Freschi,

  438. Roberto Santi,

  439. Rosalba Arduino,

  440. Rosangela Pesenti

  441. Rosanna Altizio

  442. Rossella Fallacara,

  443. Rossella Traversa,

  444. Ruby Ellen Perolo

  445. Sabine Raineri

  446. Sabrina Damico

  447. Salvatore Cingari,

  448. Sandy Margarita,

  449. Sara Andriolo,

  450. Sara Fichera,

  451. Sara Sesti

  452. Sarah Rampazzo,

  453. Saverio Fichera,

  454. Serena Danovaro

  455. Serena Raffa

  456. Serena Simoni,

  457. Serenella Angeloni,

  458. Sergio Baroni,

  459. Sergio Orfeo,

  460. Silvia Motta 

  461. Silvia Rosa,

  462. Aderisco all'appello per chiedere le dimissioni di Berlusconi, dei suoi ministri e soprattutto delle sue ministre, in primo luogo della Carfagna che  non prova vergogna a pretendere di rappresentare le donne in un simile Governo, a capo del quale il massimo rappresentante è un uomo squallido, pieno di boria, nemico della cultura e delle donne. Silvia Valenti

  463. Simona Aravecchia,

  464. Sonia Padovani

  465. Stefania De Biase,

  466. Stefania Lovat

  467. Stefania Tarabella,

  468. Stefano Ferrio,

  469. Stefano Terzolo,

  470. Tiziana Togni,

  471. Ugo Petrelli,

  472. Valentina D'Agostino,

  473. Valentina Davigo,

  474. Valeria Molino,

  475. Valeria Schiavi

  476. Velio Abati,

  477. Vera Silveri

  478. Veronica Sartore,

  479. Victor Oberto

  480. Vincenzo Cottinelli,

  481. Vittoria Longoni,

  482. Vittoria Pagliuca,

  483. Vittoria Pelliccia

  484. Aderisco pur consapevole che l' appello ha bisogno anche di atti concreti. Questo in assenza del ruolo che dovrebbero svolgere i partiti di opposizione, sempre meno comprensibili. Come movimento di donne dovremmo trovare il modo di avvicinare le persone, di parlare con loro, anche al di là della rete, utilizzata da una élite. Fare quello che l'UDI propose con la campagna 50 e 50, così tristemente conclusa, che ci ha però permesso uno scambio reale con le donne di ogni età e cultura. Perchè non abbiamo giornali nè televisioni. Potremmo anche pensare di fare in ogni città e paese dei manifesti da affiggere... Vittoria Ravagli

  485. Volfango Ruolo

    per aggiornamenti:
    http://www.universitadelledonne.it/

 

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