> CASO WALDO BERNASCONI SUL TAVOLO DEL GARANTE PRIVACY

http://www.corrieredicomo.it/frm_articoli.cfm?ID=94901
   
Venti ragazze si schierano contro la richiesta della Procura di un “pubblico proclama” sui quotidiani nazionali 
   
 «Il pubblico proclama' No, grazie, violerebbe il nostro diritto alla privacy». Una ventina di ragazze inserite nel lungo elenco (oltre 400 persone) di presunte vittime del guru dell’anoressia, Waldo Bernasconi - accusato dalla Procura di associazione a delinquere, truffa, violenza sessuale, truffa aggravata ai danni del servizio sanitario nazionale ed esercizio abusivo della professione di medico, psicologo, psicoterapeuta e dietologo - hanno scritto in queste ore al Garante per la protezione dei dati personali, meglio noto come Garante della Privacy, per segnalare la richiesta del pubblico ministero Mariano Fadda, al vaglio del giudice Valeria Costi, di notificare la data dell’udienza preliminare (il prossimo 10 giugno in Tribunale a Como) grazie alla pubblicazione sui giornali nazionali. Una vera e propria inserzione, con tanto di nomi e cognomi delle presunte vittime, per evitare i tempi biblici che sarebbero necessari per le notifiche a tutte e 400 le ragazze. Ma contro questa decisione, che sembra inevitabile, si schierano una ventina di giovani che non intendono essere considerate vittime del guru dell’anoressia, ma che anzi «sollecitano» il Garante per un «urgente controllo per verificare il rispetto della disciplina in materia di protezione dei dati personali». Le presunte vittime segnalano che con il pubblico proclama informazioni private delle ex pazienti «saranno pubblicati su quotidiani a tiratura nazionale, provocando in tal modo un’illecita e inopportuna diffusione di dati personali sensibili» come lo stato di «malattia alimentare e psicologica», esponendo le ragazze a una «rilevante lesione della sfera della propria personalità».
A supporto dell’iniziativa delle ragazze, è giunto ieri mattina in redazione un comunicato firmato da Waldo Bernasconi - difeso dagli avvocati Angelo Giuliano e Pietro Mario Vimercati - in cui il guru dell’anoressia attacca il pubblico proclama, sottolineando come «la pubblicazione sulla stampa dei nominativi delle ex pazienti porrebbe in grave disagio persone che occupano posizioni di responsabilità, e ciò con particolare riferimento ai pregiudizi con i quali sicuramente ancora oggi si deve confrontare chi ha sofferto e soffre di un disturbo della sfera psichica». Effetti che, secondo Bernasconi, sarebbero addirittura «devastanti per chi non ha ancora sconfitto la malattia».
«Tale iniziativa - conclude il guru, con riferimento al pubblico proclama - sarebbe lesiva del diritto alla riservatezza di costoro, con particolare riferimento alla diffusione di dati sensibili quali lo stato di salute, i disturbi alimentari e della personalità, i disagi legati alla sfera psichica e psicologica».

http://edit.ticinonews.ch/articolo.aspx?id=106911&rubrica=2
Waldo Bernasconi rinviato a giudizio
20.03.09 16:37  | Ticino |  

In giugno sarà a processo insieme ad altre 9 persone, che dovranno rispondere di associazione per delinquere finalizzata alla truffa ai danni di 400 persone
 Lui continua a sorridere dal sito Internet, difendendo a spada tratta quel  suo protocollo per curare i disturbi dell'alimentazione e del peso. Ma proprio quelle attività da lui svolte attraverso il forum Crisalide dapprima alla Sanavita di Breganzona poi alla cascina Respau di Como, lo trascinano ora a processo. Waldo Bernasconi è stato rinviato a giudizio a Como dal pubblico ministero Mariano Fadda. Il magistrato ha infatti chiuso l’inchiesta avviate due anni fa. 
In giugno Bernasconi sarà a processo insieme ad altre 9 persone, che  dovranno rispondere di associazione per delinquere finalizzata alla truffa ai danni di 400 persone. Non solo. Gli inquirenti italiani accusano 8 degli imputati di truffa aggravata per il conseguimento di indebite erogazioni pubbliche da parte del servizio sanitario nazionale, nonché di esercizio abusivo della professione di medico e di psicoterapeuta. Waldo bernasconi e tre suoi collaboratori sono pure accusati di violenza sessuale ai danni di 12 donne. 
Nei dieci anni di attività del forum Crisalide, dal 97 al 2007, Waldo Bernasconi e soci avrebbero truffato complessivamente 12 milioni e 860mila euro. Nella richiesta di rinvio a giudizio il magistrato inquirente indica in 402 le parti lese, non solo ragazze, ma anche 21 ragazzi. Persone afflitte di bulimia e anoressia, uscite dall’ombra grazie a un pubblico proclama pubblicato dagli inquirenti sui giornali italiani.

«Sfilate sexy e shopping forzato Così ci curavano l' anoressia»
Un' ex paziente: in quella clinica ho pagato 100 mila euro in un anno. "soltanto inviti a recuperare la femminilita' "
COMO - I finanzieri hanno raccolto il suo sfogo per più di quattro ore. Un racconto torrenziale, tutto verbalizzato e inserito negli atti dell' inchiesta della Procura di Como sul Forum Crisalide. Una testimonianza che offre uno spaccato inedito sulla clinica ticinese sanaVita di Breganzona. Pagine e pagine fitte di ricordi, di fotocopie, di fatture e di appunti. «Di sofferenza», chiosa lei. Lei è Giulia (nome di fantasia, visto che chiede di essere tutelata). Oggi ha superato da poco i 40 anni. Vive a Milano. Dove dopo una faticosa battaglia contro l' anoressia prima e la bulimia poi, è tornata a galla: «Non certo per merito di Crisalide», precisa. Alla finanza - e al Corriere della Sera - Giulia (ospite di sanaVita per quasi un anno, a cavallo tra 2000 e 2001) rivela cifre, terapie e retroscena inediti. «Mi sono ammalata all' età di 20 anni - spiega -. Dal 1995 ho iniziato a curarmi e sono passata per un paio di cliniche. Una anche molto buona, Villa Turro a Milano, ma purtroppo con pochi posti letto disponibili. Poi, nel 2000, una parente viene a sapere del Forum Crisalide e così vado a parlare con Piero Billari», l' ex presidente del progetto per la cura dei disturbi alimentari, anch' egli indagato dalla Procura lariana con l' ideatore del protocollo di cura, il ticinese Waldo Bernasconi. «E così a febbraio entro a sanaVita. Sembrava una beauty farm. Pulita. Bella. C' era pure la piscina». Ma in breve tempo Giulia deve aver pensato che non tutto quello che luccica è oro. «Io là non ci volevo restare - dice -. E poi a me Waldo Bernasconi non è piaciuto fin dal primo momento. Mi chiedeva solo del mio peso. Nient' altro che il mio peso, e poi...». E poi la 40enne ex paziente di sanaVita attacca con il racconto della giornata-tipo in quel di Breganzona. «Ci si svegliava e prima di colazione si faceva una specie di ginnastica, con urla. Ci dicevano che era per togliere la tensione. Poi, in mattinata, facevamo "economia domestica"». Cioè? «Pulivamo la clinica». E le terapie? «Al pomeriggio. A seconda delle giornate facevamo le "esperienze" con Kate, che consistevano in strani esercizi e spesso anche in massaggi terapeutici che dovevamo fare le une alle altre. Poi c' era il pomeriggio dei film e quello dei lavori manuali. E poi la teatroterapia», durante la quale, oltre a improvvisare drammi e commedie e a «mimare», non mancavano «contatti fisici anche molto espliciti o rappresentazioni con abiti succinti. Una volta, ad esempio, abbiamo messo in scena uno spettacolo ambientato nell' antica Roma: avevamo addosso solo lenzuoli e a un paio di ragazze è stato chiesto di scoprire il seno». Al giovedì ecco arrivare Waldo Bernasconi. «Giocava a carte con il teatroterapeuta, Isaac George, e il cuoco» ricorda Giulia. Che va oltre e parla di «sfilate in abiti succinti per vedere quale di noi era la più brava nella seduzione. Loro votavano e una di noi vinceva». Nei weekend arrivava l' ora della «shoppingterapia»: «Venivamo accompagnate nei negozi di Lugano, sempre gli stessi, e con i nostri soldi ci compravano i vestiti che volevano loro. Di solito minigonne, magliette e abiti che lasciavano molte parti del corpo scoperte». Il capitolo soldi non lascia indifferenti. La madre di Giulia prende le fatture. Marzo: 900 franchi svizzeri (oltre 500 euro) per 5 incontri con il «professor» Waldo Bernasconi. Aprile e maggio: 400 franchi per «impacchi fiori di fieno». Dicembre: 550 franchi per riflessologia e cromoterapia, 400 per consulti telefonici, oltre mille per i medicinali. E poi rette, ergoterapie, acuscopeterapia e ancora accompagnamenti speciali, massaggi, biofeedbackterapie. Totale: 140 mila franchi. Circa 100 mila euro. «Pagati per vivere un incubo». L' immagine di una «passerella terapeutica» tratta dal «manuale» di Waldo Bernasconi. Una ragazza ricorda: «Sfilavamo in abiti succinti. Dovevamo far vedere quale di noi era la più brava nella seduzione. Un incubo» * * * IL CASO L' INCHIESTA *** La Procura ha aperto un fascicolo sul Forum Crisalide (cura dei disturbi alimentari psicogeni). Sotto inchiesta le case di cura sanaVita di Breganzona e Cascina Respaù di Como *** L' ACCUSA *** Principale indagato è Waldo Bernasconi, 62 anni, l' inventore del protocollo di cura. Deve rispondere, come altri 6 indagati, di associazione a delinquere, truffa ed esercizio abusivo della professione * * * LA REPLICA «Soltanto inviti a recuperare la femminilità» COMO - «Massaggi equivoci e contatti fisici espliciti durante la teatroterapia? Lo escludo». Waldo Bernasconi, l' inventore del metodo neoreichiano per la cura dei disturbi dell' alimentazione, replica al racconto della sua ex paziente e precisa: «In sanaVita io ero solo il coordinatore del protocollo di cura. Tutto il resto, aspetti amministrativi compresi, esula dalle mie conoscenze dirette». Sugli aspetti «sessuali» del racconto di Giulia ribadisce: «Non mi risultano contatti fisici illeciti. Conosco Isaac George, il terapeuta, e non è uno che allunga le mani. Al massimo consigliava quale postura assumere durante una scena. Ma nulla di illecito. Scene di nudo negli spettacoli? Nulla più che una spalla scoperta». Sulla shoppingterapia e gli acquisti di abiti succinti, attacca: «Alle pazienti veniva solo chiesto di vestirsi in modo consono alla loro femminilità. Per questo venivano accompagnate a far compere, ma nulla veniva loro imposto. Riguardo le sfilate, inoltre, le pazienti venivano solo invitate a recarsi in sala da pranzo con una camminata armoniosa, senza irrigidirsi, per affrontare il difficile (per loro) momento del pasto sciogliendo le loro paure». Infine il capitolo rette: «Centomila euro in fatture? Strano. In ogni caso nel contratto erano elencate tutte le prestazioni incluse e quelle escluse. Può darsi che la paziente abbia richiesto più sedute di certe terapie».
(11 luglio 2007) - Corriere della Sera

 

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